
La chat è un modo pratico e gradevole per le brevi comunicazioni di ogni giorno. Che permette di andare al sodo senza il solito “ciao, come stai, bene e tu, bene, senti, ti chiamo per chiederti…”.
La mia ultima chat con quel catarro umano di Capagloriosa ha preso al solita deriva decadente e vagamente volgare
[15.53.05] Gnello scrive:
posso farmi la doccia da te stasera?
[15.53.09] Gnello scrive:
prima di cena?
[15.53.21] Capagloriosa scrive:
si certo
[15.53.25] Capagloriosa scrive:
basta che vieni nudo
[15.53.39] Gnello scrive:
ok
[15.53.49] Gnello scrive:
posso mettermi una sciarpa attorno alle palle?
[15.54.01] Gnello scrive:
sennò poi devo mettermi le benagol nel sedere
[15.54.02] Capagloriosa scrive:
ahahha
[15.54.04] Capagloriosa scrive:
un cachemire
[15.54.16] Gnello scrive:
un dolce vita
[15.54.25] Capagloriosa scrive:
ahahah
[15.54.25] Capagloriosa scrive:
hahahahah
In tutto questo inutile scambio, solo alcuni minuti dopo mi sono accorto di una faccenda:
ho il termostato rotto e sono senza acqua calda, ma io questo non ho avuto modo di dirglielo e allora, perché il buon Capagloriosa non si domanda perché io gli chieda di recarmi a casa sua a fare la doccia? Vorrà forse lavarmi la schiena?
Gnello Shower
