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   Parlavo vivo a un popolo di morti. Morto, alloro rifiuto e chiedo oblio.
   

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martedì, 22 settembre 2009
 

Tonnara di passanti

Non ho gran memoria della mia infanzia. Non ricordo quasi nulla, se non concetti vaghi di avvenimenti, testimoniati da fotografie che narrano i successi di famiglia.
Dopo aver visto Truman Show e Ed Tv, ma soprattutto dopo aver compreso di quali successi è capace la mia famiglia, mi sono persuaso che quelle foto fossero costruite a tavolino, allorché mia madre pagava delle comparse di contorno e mi faceva sollevare una coppa, sempre la stessa, modificata nell’aspetto con la stagnola.

In questo modo, quando fossi cresciuto e i miei geni si fossero manifestati in tutta la loro inettitudine, avrebbero potuto compensare eventuali complessi di inferiorità mostrandomi quelle foto farlocche e consolandomi con “vedi che se ti impegni puoi tutto nella vita?”. O forse serviva solo per esaltare le doti di stirpe con i vicini e gli amici, magari con la convinzione che, nel caso di una seconda ondata nazista saremmo finiti fra gli eletti della specie e non sulla mensola di qualche bagno.

Ma a parte tutto questo, ho netta memoria (e svariate testimonianze) di essere stato in gioventù un campione di pesca. E grazie anche a questo ricordo (di successi pressoché casuali visto che non mi sono mai impegnato per imparare una qualsivoglia attività) sono cresciuto nella convinzione di avere grandi capacità manuali/atletiche/intuitive. Dopo il crollo della cucina, di un’anta dell’armadio, di un porta-sacchetti da muro e dell’attaccapanni della Ste (tutte cose che ho montato padroneggiando il trapano come uno spot della coccola light) la mia autostima traballa e sbanda.

Credo di aver capito il perché risalendo proprio all’episodio della pesca. Quelle gare si svolgevano in modo semi-pilotato da un’organizzazione di stampo Montessoriano con l’unico scopo di dare ai bambini convinzione nei propri mezzi.

Prendi alcune manciate di bambini con problemi caratteriali o di sviluppo fisico (io per fortuna credo di essere stato tra i caratteriali e non tra quelli guasti) e li metti attorno a un lago che si scrive “lago” ma si legge “piscina gonfiabile” visto che per le sue dimensioni non sarebbe segnalato nemmeno sulla piantina dell’Acquasplash. Riempi il lago con due mestoli d’acqua e tre tonnellate di trote allevate ad Aushwitz secondo la dieta tipica locale del ’43. A quel punto chiunque pescherebbe anche usando un Kinder Delice come esca e un wurstel come canna.

In questo modo le autorità educative ottengono lo stesso risultato, la vittoria dei più capaci (o busoni) ma evidentemente vincere per distacco di 12 trote contro 8 trote è più educativo che vincere per due moscardini contro un infradito.