CasaViaGnello

   Parlavo vivo a un popolo di morti. Morto, alloro rifiuto e chiedo oblio.
   

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venerdì, 20 marzo 2009
 

un'irrinunciabile e amabile orticaria

Sarà la primavera, sarà l’uscita da un periodo di caos esteriore e interiore, sarà un rilancio personale… ma sto ricominciando a odiare. Come ai bei tempi.

Questo di solito è sintomo di una accresciuta autostima, di un maggior benessere interiore, di una chiarezza di intenti.

 

Già detto dei bambini ciccioni e dei vecchi, mi sono scoperto a odiare altre due categorie.

 

CasaViaGnello odia: le coppiette. Qualcuno già conosce quella che io chiamo “Fase Pacciani”. Vale a dire quel desiderio di infilarsi un impermeabile lungo, girovagare con lo sguardo torvo, per i parchi, soffermarsi a osservare le coppiette di fidanzatini che si scambiano effusioni sul modello di “ballo Americano di fine anno”. Estrarre una doppietta e impallinarli.

Non è un odio assoluto, perché va a periodi, ma s’inasprisce a primavera. È un odio che si manifesta anche in maniera non violenta, passeggiando il sabato pomeriggio per le vie del centro e scotendo la testa disgustato alla vista degli etero che si tengono per mano. La cosa migliore è quando hai una buona compagnia, un altro Pacciani al tuo fianco, altrettanto caustico. Condividere l’odio è sempre bello.

 

Le coppiette da par loro dovrebbero smetterla di uscire a ostentare la loro gioia. Dovrebbero smetterla di mettersi uno a fianco all’altro, in modo da occupare tutta la larghezza del marciapiede, di congiungere le mani, per non consentire vie di fuga, e di camminare più lenti di un tetraplegico in modo da rallentare il tuo passo. Un passo al contrario agile e deciso, fatto di ampie falcate. Il passo di chi sa dove sta andando e non ha tempo per perdersi negli occhi di una cerebrolesa.

Le coppiette da par loro devono smetterla di scambiarsi saliva, virus, alito ed epitelio nei luoghi pubblici. Perché la gente che slimonazza in pubblico fa davvero schifo!

 

CasaViaGnello odia: i punkabbestia. Perché gli fanno proprio schifo. L’unica cosa buona dei punkabbestia è che permettono anche all’ultimo dei pezzenti di poter essere snob. Esattamente nei loro confronti. Mi fa schifo vederli, ma se si nascondono tar i cespugli dei giardini, assieme alle altre bestie, mi sta anche bene che esistano. Basta che non frequentino i miei stessi locali, che non mi chiedano un euro per finanziare la loro attività imprenditoriale (comprare una spilla per il frontino del loro cappellino) che non mi si parino davanti con le loro palpebre a mezz’occhi.

 

Perché è primavera, e mi sento di nuovo bene con me stesso…


mercoledì, 18 marzo 2009
 

Ops, me la raccogli?


La chat è un modo pratico e gradevole per le brevi comunicazioni di ogni giorno. Che permette di andare al sodo senza il solito “ciao, come stai, bene e tu, bene, senti, ti chiamo per chiederti…”.

 

La mia ultima chat con quel catarro umano di Capagloriosa ha preso al solita deriva decadente e vagamente volgare

 

[15.53.05] Gnello scrive:

posso farmi la doccia da te stasera?
[15.53.09] Gnello scrive:

prima di cena?

[15.53.21] Capagloriosa scrive:

si certo
[15.53.25]
Capagloriosa scrive:

basta che vieni nudo


[15.53.39] Gnello scrive:

ok
[15.53.49] Gnello scrive:

posso mettermi una sciarpa attorno alle palle?
[15.54.01] Gnello scrive:

sennò poi devo mettermi le benagol nel sedere


[15.54.02]
Capagloriosa scrive:

ahahha
[15.54.04]
Capagloriosa scrive:

un cachemire


[15.54.16] Gnello scrive:

un dolce vita


[15.54.25]
Capagloriosa scrive:

ahahah
[15.54.25]
Capagloriosa scrive:

hahahahah

 

In tutto questo inutile scambio, solo alcuni minuti dopo mi sono accorto di una faccenda:

ho il termostato rotto e sono senza acqua calda, ma io questo non ho avuto modo di dirglielo e allora, perché il buon Capagloriosa non si domanda perché io gli chieda di recarmi a casa sua a fare la doccia? Vorrà forse lavarmi la schiena?

Gnello Shower