Gasparri polemico con l'inserto satirico del quotidiano
"Si scherzi su tutto, ma non con le armi e le pistole puntate"
Una pistola puntata su Brunetta
e l'Unità deve chiedere scusa
Staino, direttore dell'inserto, fa ammenda: "Una ciambella senza buco"
"Il ministro - ricorda Gasparri - ha più volte dimostrato grande sintonia con la satira istituendo addirittura un concorso per premiare la migliore vignetta a lui dedicata. E tutti dobbiamo accettare anche la più graffiante presa in giro. Ma una pistola puntata, pur se in una vignetta, non è un bel gioco". "In un paese in cui violenza e terrorismo hanno una drammatica storia e forse radici non completamente recise - denuncia ancora Gasparri - si scherzi su tutto, ma non con le armi e le pistole puntate".
OK, VA BENE... COME VOLETE...
MA 'STO PISTOLA DI UOMO VE LO SIETE DIMENTICATO?

Non amo parfticolarmente scrivere di calcio, su questo Blog. Un po' perché non è un argomento "nobile" oggigiorno. E poi ho notato che ad affrontare questo argomento si stuzzicano i commenti più agitati e viscerali. (a parte la questione meridionale con l'amico Citticì) E questo non è nobile nememno per i lettori.
Però voglio riconciliarmi (e riconciliarvi ) con il mondo del calcio e ricordare, in questo inizio di campionato, tre grandi uomini di calcio:
Peppino Prisco (1921 – 2001), avvocato italiano e storico vice-presidente dell'Inter.
Ecco alcune sue memorabilia (aforismi è troppo poco):
- Il Genoa non vuol più incontrare l'Inter a San Siro? Che vada in serie B!
- Come finirà Milan-Juventus? Non so, non mi interesso di squadre minori.
- Se lo scudetto non potesse andare all'Inter, farei certo il tifo per l'altra squadra di Milano: la Scarioni, nella quale ho giocato anch'io.
- Il Milan primo in classifica? Un refuso tipografico.
- Il Milan? Cos'è?
- Tutti i miei figli sono interisti. Una volta mi hanno chiesto se mio figlio Luigi avesse tifato per il Milan. Ho risposto: Lui ha gli occhi azzurri ed è chiaro di capelli, mentre io ero scuro e ho gli occhi neri. Se Luigi avesse tifato Milan, avrei chiesto la prova del sangue. Perché a quel punto non mi sarei fidato neanche di mia moglie.
- Io sono contro ogni forma di razzismo, ma mia figlia in sposa a un giocatore del Milan non la darei mai.
- Il rigore negato in Juventus-Inter? Non è stato assolutamente un furto. In realtà si è trattato di ricettazione.
- Lo 0-6 nel derby? Non ricordo. E poi i giornalisti ne inventano sempre tante.
- I festini a luci rosse dei giocatori dell'Inter? Non ne so niente, quando escono non mi chiamano mai.
- Prima di morire mi faccio la tessera del Milan, così sparisce uno di loro.
- Il Milan? Ho forti timori che quest'anno rimarrà in Serie A.
- Dopo aver stretto la mano a un milanista corro a lavarmela. Dopo averla stretta ad uno juventino, mi conto le dita.
Vujadin Boškov (1931 – vivente), ex calciatore ed ex allenatore di calcio jugoslavo.
Le sue perle:
- Gullit è come cervo che esce di foresta.
- Rigore è quando arbitro fischia.
- Se io sciolgo il mio cane, lui gioca meglio di Perdomo
- Io non dire che Perdomo giocare come mio cane. Io dire che lui potere giocare a calcio solo in parco di mia villa con mio cane.
- In campo sembravamo turisti. Con la differenza che per entrare allo stadio non abbiamo pagato il biglietto.
- Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0.
- Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri.
- Ascolano o con piedi sotto terra, o con piedi sopra cielo... mai ascolano con piedi sulla terra!
-
Astutillo Malgioglio (Piacenza, 3 maggio 1958 - vivente) è un ex calciatore italiano.
La sua storia:
Astutillo Malgioglio si è distinto per il suo aiuto ai portatori di handicap. Al termine della partita Lazio-Vicenza 3-4, dopo aver contribuito alla sconfitta della compagine biancoceleste con due clamorosi errori scatenando le ire del pubblico di casa, Malgioglio gettò la propria maglia a terra e sputò su di essa. Lo stesso calciatore giustificò il suo gesto qualche decennio più tardi, sostenendo di essere stato bersagliato da uno striscione pesantemente offensivo ("Tornatene dai tuoi mostri")[1], sebbene questa circostanza non sia mai stata provata. Malgioglio per molti anni si è dedicato all'assistenza dei bambini disabili ed a questi, stando alla versione del calciatore, avrebbero fatto riferimento i tifosi con l'appellativo "mostri". Questo episodio rischiò di chiudere la carriera del portiere, ma una telefonata di Trapattoni lo portò a sorpresa all'Inter dove vinse lo scudetto dei record come riserva di Zenga).
Concludiamo con "Tre momenti" di Saba, che ci sta.
- Di corsa usciti a mezzo il campo, date
- prima il saluto alle tribune. Poi,
- quello che nasce poi,
- che all'altra parte rivolgete, a quella
- che più nera si accalca, non è cosa
- da dirsi, non è cosa ch'abbia un nome.
-
- Il portiere su e giù cammina come
- sentinella. Il pericolo
- lontano è ancora.
- Ma se in un nembo s'avvicina, oh allora
- una giovane fiera si accovaccia
- e all'erta spia.
-
- Festa è nell'aria, festa in ogni via.
- Se per poco, che importa?
- Nessun'offesa varcava la porta,
- s'incrociavano grida ch'eran razzi.
- La vostra gloria, undici ragazzi,
- come un fiume d'amore orna Trieste.
Gnello con la Febbre a 90°
P.S.: per concludere l'annosa questione su quale sia il gol più bello della storia (Maradona mondiali, Van Basten europei, Djorkaeff in serie A): la risposta è
questa!
Così come la Santa Chiesa, anche CasaViaGnello si interroga sulla definizione di morte.
Quando si ferma il cuore? Quando non c'è attività cerebrale? No, troppo vago!
Mortè è quando buco nero ti inghiotte.
E basta.

Come segnalatomi dal catastrofologo BimboC fra qualche giorno potremmo essere inghiottiti da un piccolo buco nero appena nato. E l’idea di essere “inghiottiti da un piccolo buco nero appena nato” può allettare solamente qualche frate e Michael Jackson.
Riassumendo: un’équipe audace di scienziati ricreerà le condizioni dell’istante immediatamente successivo al Big Bang in un mega-reattore sottoterra, al confine tra Francia e Svizzera. Un’équipe timorata ha fatto presente la possibilità che si crei un buco nero ingestibile, che in poco tempo (4 anni) inghiottirebbe l’intero pianeta. L’équipe audace ha fatto presente che l’eventualità non è poi così probabile.
L’idea della fine del mondo previo buco nero ricorda un po’ un fumetto di Paperino, in cui poi Archimede, finanziato da Paperon de’ Paperoni costruisce un razzo che tira fuori la terra dal buco nero. Ma l’immagine di una fine del mondo così poco autorevole e professionale non mi tranquillizza, tant’è che in questi giorni valuto l’eventualità che il mondo finisca entro 4 anni, per altro con preavviso.
E allora, sperando che i popoli in questo tempo non impazziscano dandosi ai saccheggi e allo sciacallaggio o all’emigrazione di massa in Tahilandia (per le sedicenni, mica per sfuggire al buco nero), mi sono chiesto: “se capita davvero, cosa farei? Avendo, diciamo, un anno a disposizione, quali sono gli sfizi che mi toglierei?”.
N.B.: elemento chiave è che, ad essere annunciata, è la fine del mondo e non dell’individuo, per cui viene a mancare la necessità (sempre che ci fosse) di lasciare un segno ai posteri o nella mente dei nostri cari.
3 COSE CHE FAREI SE IL MONDO DOVESSE FINIRE
- Tornare a mangiare il carpaccio di branzino delle “Barettine”. A memoria la cosa più buona mai mangiata.
- Una settimana a un centro benessere – termale – centro massaggi, costruito a venti metri da un ristorante, un’osteria, un cocktail bar (come dire: una settimana di amore sacro e amore profano)
- Visitare New York. Non che mi freghi granché dei viaggi. Ma almeno, alla vigilia della fine del mondo, se l’aereo cadesse (cosa inevitabile come da tempo mi sforzo di annunciare) mi scoccerebbe meno. E New York è l’unico posto che mi interessi davvero visitare.
Avrei messo al punto due “una notte di sesso con qualche indossatrice” ma ho pensato che il mondo, se finisce, finisce per tutti. E anche loro hanno diritto a chiudere in bellezza. E non credo che io sarei menzionato fra i tre desideri prima della fine del mondo.
Gnello Apocalisse
P.S.: la più grande soddisfazione sarebbe comunque la consapevolezza di sapere i Testimoni di Geova esultare per aver saputo (al centocinquantesimo tentativo) prevedere la fine del mondo. Convinti di poter sfuggire al buco nero con le loro barchette di legno o scalando il Monte Bianco.