Nel suo commento al post qui sotto la mia amica Monia aveva interpretato magistralmente e anonimatamente, il commento di un classico Cattolico D'assalto (tipo Scout, ciellino aut similia).
Tanto bene che ci ho creduto e ho cancellato il commento (perché non credo nella democrazia tanto più sul mio blog). Ma in quel commento c'era uno spunto interessante, laddove parlava di un cattolicesimo ad uso anche dei "senza Dio come me" che poi si "cacano sotto in punto di morte" e si pentono guadagnando comnunque il paradiso.
Ora, non so come sia il prezziario del Padreterno. Cioè, con un pentimento in punto di morte quante bestemmie, peccati mortali e (soprattutto) atti impuri posso cancellare. Ma se anche sfosse questa è una delle splendidi contraddizioni dl cattolicesimo. E se proprio in punto di morte avrò avuto l'illuminazione mistica, la rivelazione, allora tanto meglio. Perché almeno sarò diventato credente nell'esatto momento in cui mi sorga un barlume di convinzione e non per puro assunto passivo di una società, quella Italiana, retrograda come poche al mondo.
Riguardo poi lo j'accuse riguardo a un pentimento in chiusura, per evitare una vita di stupide privazioni, ti dirò, caro cattolico immaginario, che probabilmente non lo avrò questo pentimento. Mi basta la consapevolezza che sia meglio il dubbio di una dannazione eterna alla certezza di essere stato un idiota per tutta la vita.
Dio è morto, cantava Guccini. E per fortuna... perché poteva andargli peggio.
Poteva, dopo essere stato crocefisso, entrare in coma, essere deposto nella grotta dove dei medici lo avrebbero, prima di tutto, attaccato ai macchinari per monitorarlo e, probabilmente, salvargli la vita.
E fin qui nulla di male, un consulto, 4 tubicini ed ecco! L'abbiamo ripreso! è ancora con noi!
Ma, risolta l'emergenza, tappati i buchi alle mani (così magari secoli dopo evitiamo che un frate faccia l'emulo) mentre i medici a mente fredda stabiliscono di aver creato la prima melanzana vertebrata, accade l'irreparabile. Nella grotta entra una squadra di cattolici.
I cattolici arrivano e, con l'autorità conferitagli da loro stessi, si proclamano supremi decisori della vita e della morte della melanzana vertebrata. Senza che sia di alcun interesse se il vegetale di turno sia o meno cattolico, creda o meno nella vita eterna, voglia o meno andarci in questo cazzo di paradiso.
Nel nostro caso, oggi, Gesù non sarebbe un crocefisso di legno in ogni chiesa e (purtroppo e inspiegamilmente) nelle aule e negli uffici.Oggi sarebbe una mummia, attaccata a dei tubi, che da millenovecentosettanticinque anni si chiede chi cazzo gliel'ha fatto fare, mentre dall'alto il padre (Pare un certo Dio, ma non ha mai fatto il test) aspetta che schiatti per poterne fare un martire, come aveva pianificato.
Così ora, Dio pensa "ma si faranno mai gli stramaledetti cazzi loro questi stramaledetti cattolici d'assalto" mentre guarda il mondo andare in pezzi a causa della mancanza di quel martire.
Nelle chiese, nelle aule e negli uffici pubblici, invece del crocefisso ci sarebbe una statuetta di un degente in stato vegetativo (così a farne le icone è anche più facile... non si muove!). Lo spirito Santo sarebbe più che altro un santo sotto spirito.
E i cattolici, gongoleranno, per un'altra melanzana salvata mentre invocheranno il messia (che per esclusione sarà diventato Giuda) e noi non potremmo dire più "Porco Giuda" ma sarà un piacere bestemmiare Dio in libertà.
Poteva andare peggio.
I miei vicini di casa non sono propriamente giovani. Molti doloro hanno paura che se si addormentano passa uno e gli stacca la spina. Che poi farebbe bene!
Ma pensare che una persona, di età certamente avanzata, possa prendersi la briga di prendere una penna e imbrattare la MIA cassetta della posta personalizzata, mi fa veramente imbestialire.
E un po' sorridere... perché penso a cosa potrei farle se la scoprissi, questa vecchia novantenne! Ma soprattutto mi fa un po' sorridere pensare al motivo che ha portato una vecchia, probabilmente ignorante, sicuramente bigotta, a prendere una penna e scrivere, fra le migliaia di sinonimi di "non cattolico", proprio la parola "PAGANI".
Come dire... non era abbastanza duro ATEI, SENZA DIO era troppo vago. E AGNOSTICI è troppo accademico, così come RAZIONALISTI troppo didascalico.
Ma PAGANI! Eh, PAGANI! PAGANI non vuole solo dire "NON CREDENTE" ma vuol dire, fra le sue lettere, nell'immaginario di questa vecchia immonda, vuol dire anche CONTRARIO ALLA MORALE, SATANICO.
Nella sua mente, la merda rinsecchita, immagina i pagani come persone che vivono in fattorie, tutti ammassati e che a colazione, come la famiglia del mulinobianco, fanno colazione, ma bevendo sangue di capra inzuppandovi zampe di gallina. Ci immagina danzare attorno al fuoco invocando il dio BLUBLUS o FANTOMAS o GUNTERSTAND.
Tutto ciò è commovente e istruttivo: consulterò il mio sociologo per sapere della mente di questi vecchi e i miei medici (Super&Pipetta) per sapere quanto devo aspettare prima che il tristo mietitore vinca con tutti loro la sua partita a scacchi multipla.
Dopo un weekend di pinte e barcola, a uno chi glielo fa fare di riordinare il magazzino del circolo di domenica pomeriggio? Per di più con il Pecora, il re dei teorici del "prosecco come gatorade", il fautore delle battaglie con "mocio sporco" (e mira alla bocca il bastardo!).
Per cui poi uno arriva a casa stanchino (e un briciolo alterato) e si svacca sul divano con una pasta al pesto (dove per pesto si intende aglio!).
Perché l'hai fatto L.? Perché hai voluto accendere la tv e incuriosirti a quel film? Capisco che appena il giorno prima RaiTre ci aveva regalato una sontuosa "Apocalypse now", ma non è sempre trippa per gatti.
Almeno adesso lo posso dire: non ho mai nutrito molta simpatia per Zeffirelli, né lho mai giudicato un granché come regista (per non dire un cane!) ma "Un te con Mussolini" è una delle peggiori porcate che abbia mai avuto la sfortuna di guardare.
E Zeffirelli deve ringraziare Cher che da sola gli ha tenuto su il film, come nella vita tiene su ben altre arti e mestieri!
Come avrebbe detto il Fu Gianfranco: "a Zeffire'... ma vattela a pijà n'der culo!"
Gnello Ghezzi Tuoi
Aspetto che il mio regista corrado rispolveri la telecamerina per girare "Un Tamarindo Col Mux"... vuoi mettere?
Senza l'ultima parola, frase saggia da citarsi,
piegò il capo sul cuscino quasi per addormentarsi,
senza un grido, senza un nome, senza motti, senza un suono,
nè il rumore di battaglie, era morto un altro uomo.
Ci ha lasciato così, senza grida né dita puntate. Ha sfidato la morte come nessun altro. Soffiandole il fumo in faccia. Ironia che solo una manciata di ore dopo essere morto, a causa dei suoi problemi di cuore, si sia spento anche Debakey, il padre indiscusso della cardiochirurgia. Come se anche lui avesse capito che ora, per Gianfranco, non c'era più nulla da fare e anche lui poteva andarsene.
Una cosa incuriosisce, riguardo i nomi dei personaggi famosi.
Alcuni vengono chiamati solo col cognome "Ho visto un film di Spielberg con De Niro" altri con nome e cognome "Ho visto un film di Ron Howard con Al Pacino".
Non mi addentro nei particolari del perché, che è ovvio e non interessante, ma mi soffermerei sul secondo gruppo.
Venedo chiamato con nome e cognome uno ha il vantaggio di mascherare un nome imbarazzante grazie all'associazione con un normale cognome, vedi ad esmpo Angelino Alfano che, prima di essere "il ministro Angelino Alfano" è stato, per molti anni e in molte situazioni, semplicemente "Angelino".
Oggi viene nominato in frasi come "Il ministro Angelino Alfano ha detto..." - "sentiamo ora un'intervista ad Angelino Alfano..." - eccetera.
Ma un tempo era apostrofato in frasi diverse, a seconda dell'epoca. Tipo:
"Angelino ti sei lavato i denti?"
"Hei, raga, guardate che impennate che fa Angelino con la moto"
"Che c'hai un dose Angelino?"
"Noi andiamo a fare il Putan Tour, tu che fai Angelino, vieni?"
"Passa quel cannone Angelino"
"Oh, si, si, si, così, siiiii, si Angelinoooo..."
"No, Angelino, nel sedere mi fa male"
"Sharon, ti presento il mio amico Angelino"
Forse ho capito cosa spinge una persona a diventare famosa ad ogni costo!
Certi target di popolazione hanno dei ritmi abbastanza omogenei. Ce ne accorgiamo da alcuni argomenti chiave che a periodi, anche lunghi, imperversano nelle discussioni e, temo, anche nel quotidiano individuale.
Uno di questi target è rappresentato da giovani 25-35 anni, appena laureati, che si affacciano al mondo del lavoro con alterne fortune, conoscono le ultime tecnologie, vestono con cura per mantenere un look giovane, sognano Londra e un Mac. Eccetera eccetera.
Non sono lontano, in molti aspetti da questo gruppo ma il Loro Leit Motiv di conversazione è una cosa del tipo: "hai visto l'ultima serie di Lost?" - "certo, dici la serie 11..." - "No, io sono già alla serie 24, l'ho scaricata dalla tv indiana che la trasmette" ecc, ecc...
Ci ho provato a guardare una di queste serie Tv generazionali, tipo "Lost", "Hero" e cose del genere.
Ma mi fanno ridere in confronto al puro genio
Gnello in the middle
P.S: per chi non conoscesse la serie, il bambino protagonista ha un fratello affetto da sindrome di Aspeg e il suo amico è negro, paraplegico e ha un solo polmone.