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   Parlavo vivo a un popolo di morti. Morto, alloro rifiuto e chiedo oblio.
   

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giovedì, 26 giugno 2008
 

Ciao Besughi!

La mia coinquilina Linda, in un intercalare che in altre occasione sarebbe scivolato via senza destare reazioni, mi invece fatto notare una cosa interessante (forse solo per me e Aldo Grasso).

"Il Gabibbo?!?! Ancora il Gabibbo?!?! Ma quanti anni avrà?!"

E in effetti se ci pensiamo il Gabibbo è lì, immutato in tutte le sue sfacettature, da tempo immemore, tanto che quelli della mia generazione non ricorderanno il tempo in cui non esisteva.

Ma mentre la loren s'è un po' incartapecorita, mentre la Lollobrigida s'è un po' inchiattonita, mentre anche Sean Connery s'è un po' spelacchiato e pure la Cardinale s'è messa la dentiera...  il Gabibbo è rimasto totalmente immutato.
E pazienza se mantenersi giovani avendo molecole di spugna e stoffa è semplice, perché la sua voce e le sue movenze danzerecce sono pure immutate, il che impone tre possibilità:

a) dentro il Gabibbo c'è sempre la stessa persona che, nonostante il passare dei decenni si immola sfidando l'osteoporosi in balzi d'altri tempi.
b) dentro il Gabibbo si sono, col passare delle generazioni, alternati personaggi diversi, via via più giovani: ne consegue che queste persone imitavano ALLA PERFEZIONE la voce gracchiante del rosso mutante.
c) dentro il Gabibbo si sono, col passare delle generazioni, alternati personaggi diversi, via via più giovani: ne consegue che la voce del Gabibbo è in Playback.

Quale che sia la risposta, inquieta la longevità di questo personaggio, molto meno deprecabile di un tentativo di eternità televisiva assolutamente meno riuscito: vale a dire il tentativo di Ezio Greggio di incarnare la stessa figura di giovane urlante dei tempi di Drive In. Anche se l'abilità affabulatoria fosse la stessa, quale credibilità può avere un sessantenne contornato da giovani aspiranti spubrette? E quante possibilità di essere visto come l'imbonitore dell'Asta Tosta anziché come un vecchio bavoso pervertito?

Ai posteri l'ardua sentenza.

Gnello Belandi!

Forse non tutti sanno che:
La voce parlante è data da Lorenzo Beccati, mentre la voce cantante è di Antonio Ricci.
In dialetto genovese "Gabibbo" è un termine per riferirsi ai meridionali.
Nel 2003 la Western Kentucky University ha fatto causa a Mediaset-RTI e a Giochi Preziosi per 250 milioni di dollari, sostenendo che il pupazzo del Gabibbo fosse copiato dalla mascotte dell'università, di nome Big Red.il 12 dicembre 2007 Antonio Ricci, Striscia la Notizia e Gabibbo vengono definitivamente assolti dall'accusa di plagio. (ve lo vedevate il Gabibbo alle docce di un carcere? Come la tirava su la saponetta?)



venerdì, 20 giugno 2008
 

Gattuso devi morire, dai, su!

CASAVIAGNELLO ODIA GATTUSO che esterna quel che pensa delle nozze Gay. Non che sia contro chi esterna il suo pensiero, ma ho forti dubbi che Gattuso possa produrre ed emettere un pensiero. Così come gli alberi producono ed emettono ossigeno ma non olio, come il mio culo emette gas ma non elabora pensieri.
Inoltre esprime il suo dissenso con la seguente frase "le nozze gay? Non si può essere d'accordo". Perché non si può? Certo che si può, tant'è che io lo sono. Come sono d'accordo che i gay siano tutelati come coppie e possano adottare bambini. Insomma che vengano trattate come persone (quali sono) da persone (che non lo sono) che inorridiscono agitando la morale cattolica, virile, maschilsta.
Sono altresì convinto che una coppia Gay possa allevare un bambino molto meglio di Gattuso che probabilmente terrà i figli in una gabbia, parlando in dialetto e esaltando la sacra arte del macismo.

CASAVIAGNELLO ODIA tutti coloro che hanno fatto di Gattuso e dei suoi simili un esempio da elogiare. Come se il grezzume, l'ignoranza, la gretta arroganza, la durezza, il macismo e l'aggressivita fossero pregi da imitare.

CASAVIAGNELLO ODIA RADIOSHERWOOD che organizza un festival, invita il mio gruppo preferito e poi, con ben un giorno e mezzo di anticipo, annulla il concerto per proiettare su schermo la partita dell'Italia.
Auguro a Radiosherwood un festival come l'ultimo Heineken Jammin'. Che arrivino i Pearl Jam a fare una sorpresa, loro e il loro entourage (l'uragano Katrina, lo Tsunami e lo smottamento).



martedì, 17 giugno 2008
 

Morto, alloro rifiuto e chiedo oblio.

I trent'anni, uno quasi ci scherza, sono un brutto momento. è una delle decadi che uno proprio non se la sente di festeggiare. Come i 50. Non credo segnino un passaggio, ma di certo la paradossale presa di coscienza di una mancanza di consapevolezza dell'inesorabilità del tempo. Però uno quasi ci scherza.
E invece passano i giorni e ti accorgi che hai fatto male a scherzarci. Perché c'è poco da ridere. E infatti si riderà poco.
Dopo un'emozionante salita arrivi a trenta e ti accorgi che c'è una discesa ripida, sdruciolevole, che ti porta giù. E gli unici appigli a cui tenti di aggrapparti sono cardi, ortiche, peni di nudisti distesi, code di puzzole e quant'altro.

L'inter cambia allenatore. E ne prende uno di quelli che ti fanno temere il disastro dei vecchi tempi. Dopo alcuni anni emozionanti e vittoriosi passi al boa e inizia la discesa ripida.
L'inter come parallelo della vita? L'inter di anni ne ha fatti 100. Forse la proporzione è questa.

Fare trent'anni, te ne accorgi solo dopo averli fatti, è come quando giochi a poker con gli amici, ed è tutta la sera che perdi, che ti gira male. E per l'esasperazione ti sei giocato la dentiera di tua nonna con in mano una coppia di sette. E a un certo punto inizia a girarti da dio, carte splendide, un culo della madonna e alla seconda mano decente uno dice "ma, ragazzi... son già le 5, è ora di andare a casa. Ciao a tutti. è stato bello".

E tu resti davanti alle tue uniche quattro fiches vinte, con in bocca il sapore di mille rimpianti e un'occasione persa.
I miei trent'anni sono le 5 del mattino della partita a poker.

Sono solo, e mescolo le carte, aspettando che la vita mi sottoponga altri quattro sfidanti. E di ricominciare a perdere in attesa di quelle due mani buone, sperando sempre che non arrivino alle 5 meno un quarto.
La vita è un mazzo di carte mescolate con noia in attesa che la noia lasci il posto alla disperazione della sconfitta. Che quasi non sai se augurarti che arrivi.
Quasi quasi si.



lunedì, 09 giugno 2008
 

Operazione simpatia

E così è arrivato Mourinho.
E tutti mi chiedono che ne penso. E io ho emozioni contrastanti. Da un lato è vivo in me il ricordo che avevo di lui anni (pochi) fa. In effetti era fastidiosamente arrogante. Inoltre a me il gradasso un po' sopra le righe non mi dispiace, rispetto a quei pseudo-cattolico-buonisti-frati-ciellini come Guidolin e Ranieri. Stucchevoli!

Da un lato Mourinho ricorda molto l'arrivo di Lippi: spesi un sacco di soldi a cazzo di cane senza poi combinare niente e anzi innervosendo tutto l'ambiente (fu l'anno più buio e triste). Ma d'altra parte Mourinho è un vincvente vero, ha vinto col Porto la Champions. Mentre Lippi ha solo rubato per anni e quando è arrivato in uan squadra onesta s'è visto cosaa sa veramente fare. E poi Lippi è il peggio e posso usarlo come metro di paragone solo a Satana, Pacciani o Goebbels.

Certo Murinho è una personalità forte e spesso irritante, però la sua conferenza stampa è stata Champagne, e presentarsi con un italiano tanto fluente è stato un gesto davvero sognorile. E comunque Mancini stava abbastanza sui maroni, non è che se restava si stava tanto meglio a livello di simpatia.

Per cui alla fine, ondivago fra sentimenti ciontrastanti che quasi si equivalgono, arrivo a concludere che si, sono conbtento, quantomeno perché noi interisti siamo legati ad alcune cose fondamentali per continuare a tifare: grandi cambiamenti, grandi novità, campagne acqusti estive sontuose (o almeno voci che si rincorrono), vedere il futuro nero, sentire puzza di guai all'orizzonde, puzza di merda sotto i nostri culi, e puzza di catastrofe dietro l'angolo.
E se restava mancini tutto questo rischiava di sparire.

Biosogna che tutto cambi, perché tutto resti com'è.

Gnello Prisco



martedì, 03 giugno 2008
 

Un post un po' noioso

tolgo un po' di coloriture sperando che così il pensiero sia più chiaro anche alle rabbiose reazione di chi si sente chiamato in causa.
Certo, sarà meno divertente, per me che lo scrivo, rispetto al precedente (che è stato meno divertente per qualcuno che lo ha letto).

Credo che quel,lo che succede a Napoli sia uno schifo. Sia per l'avveniumento in se stesso (i rifiuti in strada) sia per le proteste (contemporaneamente vengono incendiati i sacchi in strada e presidiati i siti per le discariche) sia per i toni delle stesse.

Credo che la situazione di Napoli di quest'anno, come altre situazioni viste nel resto del Paese possa essere utilizzata come esempio: per risolvere certi problemi, che non sono solo di Napoli ma di larga parte del sud (prima che qualcuno muguigni: il Nord ha anch'esso problemi, ma di altro tipo) e del Paese intero, credo serva anzitutto un bagno di umiltà e cercare di rendersi conto che certi problemi sono ANCHE causa della popolazione stessa e che da essa possa/dovrebbe partire un cambiamento. Prima nelle persone e poi nella politica o chi per essa.

Ritenersi sempre i migliori e gli infallibili, accusando sempre qualcunaltro dei propri problemi, credendo di non avere niente da migliorare di se stessi e pretendere che qualcunaltro ancora risolva i nostri problemi significa prolungare ancora a lungo questa IMBARAZZANTE situazione.

Gnello Fredda Cronaca

p.s.: dare del razzista a chi critica una situazione e i modi in cui viene affrontata e giudicata è un po' come dare del nazista a chi critica il comportamento di Israele, del terrorista filoislamico o del comunista a chi critica gli StatiUniti e la sua politica, dare del fascista a chi si schifa dei sisobbedienti e così via...



lunedì, 02 giugno 2008
 

Non è colpa nostra, ci disegnano così...



Rivendico il diritto di poter provare schifo per la volgare sceneggiata partenopea, senza per questo dover essere ritenuto leghista.
Da Trevigiano, per una pura casualità di nascita, non ho mai nascosto cosa penso dei vari Gobbo, Gentilini e di uan parte (haimé maggioritaria) di grettie  ignoranri leghisti (senza contare i numerosi fascisti).
Ma poi, quando devo assistere a meridionali che difendono con imbarazzante superficilità di opinioni quello che accade al sud (non solo a Napoli), quando devo sentire vaccate come "al sud si mangia meglio, ah, quant'è bbbbuono o' café napuletan' e altre sciocchezze del genere non ci sto più. E quando vedo lo schifo di persone urlanti che si aggrappano a transenne e incendiano cassonetti, sinceramente, metto un attimo da parte lo schifo che provo epr l'insediamento leghista a Treviso e spreco volentieri due parole su queste folle urlanti che di sera incendiano immondizia, di giorno presidiano siti per le discariche e a tempoperso inseguono le telecamere per urlare che lì, lì no, la camorra non c'entra.

Come accade che uno di Treviso che si schifa della porcheria napoletana è "un leghista trevigiano che vede il sud come uno stereotipo" e il meridionale che di ritorno gli lancia quest'accusa "non è assolutamente schiavo di stereotipi"?

E allora io mi disinteresso delle accuse "non stereotipate" che mi tornerano dai vari guaglioncelli e affermo che i napoletani che stanno facendo i presidi alle discariche mi fanno profondamente schifo, se non per i contenuti della protesta, quantomeno per le modalità, modalità che passano per due strade inevitabili al Sud: la totale mancanza di buongusto (estetico e uditivo) e la totale mancanza di una briciola di autocritica, senza che sia mai possibile che loro, come mentalità e popolazione siano causa (o almeno concausa) della melma culturale e sociale in cui si trovano.

Faccio mie le parole del Principe di Salina e le espando dalla sicilia ea tutto il meridione
"Caro Chevaller, i siciliani non vorranno mai migliorare, perché essi si credono perfetti. In loro la vanità è più forte della miseria".

Gnello Né con la Lega né col sud

A quella napoletana che , dopo la molotov al campo rom, disse che "anche gli italiani migravano, am alvoravano onestamente" vorrei solo ricordare chi ha portato la mafia negli stati uniti.