
o le stelle nelle stalle...
Il PDL candiderà la Prestigiacomo per la presidenza della regione Sicilia. Ma se la meritano?
Pur sperando che perda è doveroso ammirare le poche bellezze della politica. (batte di u soffio la Gardini, di mille soffi la Menapace. Ma a sinistra chi abbiamo? non c'è ninete di meglio di Lilli Gruber? Per fortuna ci salva il tg3...



Gnello esteta visagista

Quarto d'ora di celebrità, dal Piccolo del 21.02.2008.
Gnello ginecologo mancato

ma se Kubrick fosse ancora vivo oggi, cosa penserebbe del suo lavoro? Farebbe ancora gli stessi film? Girerebbe le stesse scene? Userebbe le stese scenografie?
Essendo stato un Genio, di quelli veri, sono certo che oggi, Kubrick, cambierebbe almeno una cosa della sua arte e da quello che ne è stato uno dei simboli.
Il grande monolito, elemento sempiterno dellospazio umano oggi sarebbe così:
"ho tentato di rappresentare un'esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell'inconscio". S. Kubrick
O meraviglia dell'estetica, della tecnica, della musica e dell'immagine. 80GB di perfezione.
Hvala Draga Laura!
Gnello Uomo Felice

Ok, Laura era lontana e io per compensare la solitudine mi son buttato sul bicchiere.
Ok, ormai il circolo è un po' una seconda casa, e dentro ti senti libero perché, qualunque cosa fai, sei con amici, e quindi se fai qualcosa la fai a loro e non ti servono spiegazioni.
Ok, in effetti vedere lo Zoppo e il Pecora entrare già barcollanti faceva presagire a una serata movimentata.
Ok, quando il Pecora si è addormentato sul divano, non si poteva resistere dal truccarlo, infilargli gli stuzzicadenti nei calzini e dipingergli la faccia con la vernice per il legno.
Ok, ammetto che vederlo svegliarsi ore dopo mentre Diana cercava di far riemergere l'epidermide con straccioe trielina è stato un momento indimenticabile. E anche la lotta all'ultimo pennarello che ne è seguita (e di cui porto ancora i segni) tutto sommato valeva la pena.
Ok, Vedere loZoppo e Trista lentamente implodere nei loro fegati, mentre tutti al banco scandivamo il passare dei minuti al rintocco di bicchieri di amaro Lucano, salutando le due, le tre, le quattro, le cinque...anche questo è stato bello.
Forse a quel si poteva andare ma, ok, come resistere allo Zoppo che si addormenta sul bancone e non partecipare al papiro scritto sulla schiena con l'uniposca rosso? o alla pitturazione dei baffi con la vernice per legno bianca? O allo shampoo con il detersivo per i piatti... a lui che è così riccio?
Ok, è stato un grande sabato... anche se svegliarsi al domenica alle 15.45 dolo perché uno ti telefona, stare sul divano fino alle 21 per poi tornare a dormire non è proprio quel che si dice una grande domenica...
...ma accorgersi solo la domenica sera di avere una scheggia di legno piantata vicino all'ombelico e non sapere né quando né come sia successo... Beh, questo mette inquietudine.
Gnello @ circolo
P.S. Mamma, so che leggi, non ti preoccupare... io ero quello bene!

Una cosa che mi da fastidio è l'amore obbligato verso realtà previste, ovvero obbligate perché non gli si può non volere bene.
Le categorie della vita che più mi da fastidio che debbano essere universalmente amate sono: i bambini, i cattolici, julia roberts e lo sci.
CAPITOLO_1
I bambini hanno rotto i coglioni (questo potrebbe essere lo slogan, un po' controcorrente, del mio prossimo partito. Mannheimer mi da allo 0,00002%). Non che abbiano colpe specifiche (a parte quelli ciccioni, vedi post di due mesi fa) ma mi infastidisce che:
a) i bambini vanno preservati (se c'è un'evacuazione si salvano prima donne e bambini, se muore un bambino è sempre innocente).
b) Chi ha figli è bravo, chi non ne ha e un sottoprodotto del demonio. - "Quanti figli ha?" -"5" -"complimenti!" Complimenti?!?! e di cosa? DI sovrapopolare il mondo? Beh, grazie mille. Grazie mille di creare futuri disoccupati, senzatetto, emigranti, sbafatori dei servizi sociali. Grazie si. Vuole sodomizzare anche me, così vediamo se magari un po' di prole la posso cacare fuori pure io?
c) bisogna incentivare chi ha figli. Ogni governo ha fatto un incentivo per la prole (non con lo stile e il peso del fascismo, ma nel loro piccolo ci hanno provato). Ma perché? Non mi sembra ci sia bisogno, né al mondo né in Italia, di aumentare la popolazione. Qualcuno obbietterà "siamo un paese vecchio come media età". Ebbene io rispondo: "gasiamo i vecchi e la media età si abbassa, si alleggerisce il sistema pensionistico, si risolve il problema della viabilità cittadina ecc... ecc... non ci avevi pensato, eh?!". Non bisogna incentivare a fare figli, al massimo bidsogna aiutare chi ne ha fatti per voler suo. Dare pannolini, non soldi. Asili gratis, non bonus. Adeguati periodi di maternità ai genitori, non oboli.
Ma non voglio andare oltre, che coi bambini ho già dato. Aprofitto giusto per esprimere vil mio sostegno all'aborto, ampliando la legge che prevede che si può abortire fino al terzo mese. Io propongo di estendere la possibilità di aborto fino ai 16 anni (non oltre sennò in piena pubertà si rischia lo sterminio).
Sui cattolici stendo un velo pietoso, perché aspetto sempre che un'altra divinità, più giusta, con una religione più sensata, con riti meno stupidi e fedeli meno inutili arrivi a scioglierli nell'acido. E poi ne vorrei parlare a parte. Passo oltre.
Capitolo_3
Giulia roberts è un cane di attrice ma, cosa ancor più grave, ha le narici larghe. Questa caratteristica estetica (vedi post sulla fisiognomica applicata) è tipica di persona infame, antipatica, aggressiva, falsa ecc, ecc. Ha fatto solo film stronzissimi, come pretty woman. Pretty woman è un celebre film di denuncia sullo sfruttamento della prostituzione. La protagonista è una tipica prostituta che non ha problemi di droga, non ha problemi con la polizia né ha un protettore che la picchia. Ha una migliore amica con cui ridono e scherzano spensieratamente tutto il tempo, con dialoghi tipo:
"...ha ha ha, brava...e lui poi che ti ha detto"
"niente, sono andata via".
"ma va? e l'hai più sentito?"
"L'altro giorno, stavo and... aspetta, scusa c'è un cliente. Vado a prenderlo nel culo e quando torno finisco di raccontarti..."
Da allora ha sempre interpretato il ruolo a turno di donne di carattere (ammirazione della casalinga) innamorate (invidia della casalinga) sfortunate (compassione della casalinga) maltrattate (commozione della casalinga). E così si è creato, dalla più biblica amalgama di fango, ossa e catarro, un esempio di rettitudine clitoridea.
MA SOPRATTUTTO HA LE NARICI LARGHE!!!
Capitolo_4
"Come? Non ti piace sciare? Ma va là... non ci credo! Com'è possibile?" Questa reazione mi tormenta da sempre. Ora io non dico che a qualcuno non possa piacere lo sci. Qualcuno si diverte davvero, ma la maggior parte finge. E perché questa finta sia credibile si è creato un circolo vizioso per il quale non si può non-amare lo sci (per paura di essere smascherati).
Ma riflettiamo bene: quando parlate con uno che torna estasiato da un weekend bianco, gli elementi chiave del discorso (alcuni palesi, altri invece non espressi ma sottintesi perché appartenenti al patrimonio esperienziale di tutti noi):
"bella neve, bella giornata, bello tutto"
"sciato tutto il giorno"
"una fatica estenuante, stanchezza e mal di gambe finale"
"freddo, dita ghiacciate, naso gocciolante"
"dei pazzi che sciavano a 180 e quasi mi ammazzavano"
"son caduto 15 volte sul coccige"
“ah che gioia poi entrare in baita, togliersi gli scarponi e la neve che si è infilata nella maglietta e nelle mutande fino a rovinare il lavoro del mio ginecologo”
“ah che gioia bere un grappino che scalda. Ritrovo solo allora la sensibilità alle dita”
“Ah che gioia fare una pausa sulle sdraio della baita, al sole.
“ah che gioia tornare a casa, fare una doccia calda e mettersi a letto”
Da ciò si evince che la scìata, di per sé, è stata un dramma termico, di fatica, igienico, rischioso per la propria incolumità. E i momenti di gioia hanno riguardato la pausa in baita, l’alcol (con la doppia valenza di piacere alternativo e di rifugio antidepressivo per dimenticare) e il ritorno a casa. Quindi, dov’è la gioia dello sci? Forse la si intende secondo il pensiero Leopardiano del “piacere come termine della sofferenza” per cui lo sci crea la sofferenza sufficiente a rendere, a fine giornata, piacevole anche il solo doversi inginocchiare nudi sui ceci in terrazza a guardare la cintura di Orione. Forse. Rivendico il mio odio per lo sci.
La mia più recente esperienza risale a molti anni fa in cui, alla faccia degli amici sciatori figli di curmayeur, io e un amico andammo direttamente a piedi in baita (prendendo la seggiovia) e restammo tutto il giorno (ma proprio tutto) a bere grappe, giocare a carte, leggere giornali, prendere il sole. Ma soprattutto bere grappe. E ricordo ancora quando, a gruppi di due o tre, gli amici passavano a fare una pausa di lì. E ci guardavano con occhi lucidi, cercando di dissimulare la loro invidia commossa dicendo “ma come fate a stare tutto il giorno qui e a bere tutta questa grappa?” mentre le loro parole voleva no chiedere “come potete starvene qui, impuniti, a sbronzarvi e divertirmi mentre là fuori noi combattiamo contro le intemperie, soffriamo la fatica e dobbiamo pure far finta di divertirci?”
Per la cronaca quella sera io e il mio compare tornammo a valle verso sera completamente sfatti distesi su un cartone di pizza e lasciati scivolare a valle, mentre orde di ragazzini vestiti da robocop con gli sci, ci insultavano perché infrangevamo le regole non scritte della csta degli sciatori. Regole che prevedono di non scendere con la slitta dove si scia. Avrei tanto voluto dimostrare a quel bambino stronzo la differenza tra uno slittino e un cartone di pizza picchiandolo sulle gengive con entrambi. Ma ero in piena discesa, non mi potevo fermare!
Gnello, intollerante alimentare

"Vai sempre dritto, attraversi l'incrocio dove ti muore il gatto, passi un grande dispiacere e sei arrivato." A. Bergonzoni
Sabato 9 febbraio si manifesterà, a Trieste come in altre città italiane, il giorno del ricordo.
Vorrei soprassedere sul profondo e curato lavoro creativo dei cervelli pensanti che sono riusciti così abilemnte a trovare un nome originale distinguendosi dalla giornata della memoria, tant'è che attendo "il dì della reminescenza" o altre amenità.
La giornata ricorda (e dai...) il trattato di Parigi con cui 61 anni fa vennero cedute alla Jugoslavia istria, fiume e bla bla bla. Dalle fonti di destra si legge come questa sia un'onta delle più vergognose per i giovani e virgulti combattenti italici, un dramma nazionale su cui si è troppo a lungo taciuto.
Mi piacerebbe tanto capire, anzi, sapere da loro cosa ci sia di strano nel perdere delle terre nei confronti della (gloriosa) Jugoslavia al termine di una guerra che abbiamo iniziato noi, una campagna di invasione che abbiamo cominciato noi e che abbiamo perso come babbei da quanto seghe siamo come popolo (almeno militarmente, e ne sono orgoglioso).
Di aver perso la guerra non è che me ne freghi granch'è e che l'istria sia croata mi inquieta come il fatto che questo sia un anno bisestile e dovrò usare un paio di mutande in più. Mi infastidisce che della mia nazione si debba ricordare un evento storico che potrebbe essere rappresentato all'incirca così: un ragazzino sfigato e asmatico si convince d'un tratto di avere dei super-poteri, va da un ragazzo più grosso che si sta facendo i cazzi suoi e inizia a minacciarlo e a dargli schiaffi per farsi consegnare i soldi della merenda. Il ragazzo grosso si alza, si gira e gli tira un sonoro calcio nel culo rompendogli gli occhiali. 61 anni dopo si commemora la rottura di quegli occhiali, un'onta da lavare col sangue!
Ma di tutti questi discorsi che già sarebbero bastevoli a descrivere lo spessore dell'italia e la lucidità della sua destra movimentarista, sono nulla di fronte a una evidente evidenza. Per cui voglio illuminare i ragazzi che manifesteranno sabato e soprattutto coloro che da giorni attaccano manifesti che decantano "l'istria è italia":


Come direbbe il ragionier Fantozzi, si è spenta prematuramente all'età di 97 anni la signora Rosa Bossi Berlusconi. Tra le varie notizie sui suoi ultimi (tardivi) istanti di vita, un tg ha commentato "sempre ricca di spirito, negli ultimi tempi la malattia le aveva tolto lucidità ed energie fino a causarne la morte...".
La malattia?!?! Ma a 97 è la vita che ti fa perdere lucidità! A 97 anni hai l reattività di un comodino. A 97 se il medico ti da col martelletto sul ginocchio, è il martelletto ad avere una riflesso incondizionato. A 97 anni, se non te ne vai di tuo, dovrebbe passare un addetto del comune, bussare alla porta e dirti "Senta, si sarebbe fatta l'ora... non le sembra il caso di...? eh? ecco, si! Andiamo su. Va bene, se vuole prenda pure la biancheria, ma non le servirà".
Tra le altre inquietudini che emergono in questi giorni, mi chiedo quale fosse la percezione che avevamo di quella donna. Nel senso: telegrammi di cordoglio da tutto il mondo politico e imprenditoriale, persino un minuto di silenzio allo stadio. Ma questa donna,che ha mai fatto nella sua vita per essere così celebre? La risposta "aver fatto la cacata più proficua della storia d'Italia", per quanto volgare e prevedibile, mi pare la risposta più ovvia.
Molti i telegrammi di cordoglio che hanno voluto esprimere il dolore delle persone vicine a Rosa e a Silvio Berlusconi. Eccone Alcuni:
"Siamo vicini al tuo dolore" - Prijebke e Mladic
"La famiglia Goebbels si stringe all'amico Silvio in questo momento di dolore"
"Sentite condolianze dagli amici della Magliana: er Canaro, Vallanzasca e tutti i ragazzi"
"Una commossa partecipazione del KKK al dolore del suo affezionato socio"
"Le ragazze della classe 1874 della Maison Derriere di San Donato Milanese salutano commosse la loro collega"
"I clienti della Maison Derriere di San Donato Milanese esprimono commossa partecipazione" (seguono 1.748 firme).
Gnello Meno-Tristo Mietitore
P.S.: lo stesso giorno è morto Ernesto Illy. I giornalisti che hanno aperto i tg con la motrte della Berlusca dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza e vergognarsi.