Premessa: la massificazione commerciale, la creazione di una massa indistinta di persone tutte uguali (nei modi e negli arredamenti), la visione di un “pubblico consumatore” rispetto a un “pubblico spettatore” mi creano orticaria, fastidio e profondo sconforto.
D’altro canto ci son cascato anch’io: ho preso una cucina all’IKEA. Ma almeno ero partito con un pregiudizio negativo per cui la mia scelta è figlia di un attento e razionale calcolo di costi-benefici, ottenendo le seguenti conclusioni: gli svedesi sono avanti a noi di mille anni (colpa del papa anche nell’arredamento) l’ikea ha un rapporto qualità/estetica/prezzo vantaggioso a qualunque negozio italiano (dove il cattivo gusto estetico impera (colpa della Chiesa che ha insegnato un’estetica volgare e pesante).
Detto questo trovo che vagare per l’ikea (soprattutto di sabato pomeriggio) sia particolarmente istruttivo. Intanto sembra ci siano solo 10 persone moltiplicate per mille volte: son tutti uguali!
La famiglia è mattone fondamentale. In primis quelle con tre figlie e via via a scalare fino alla famiglia monofiglio. Poi vengono le coppie con donna incinta (e sono tante, davvero! Che impressione! Bleah!). Infine le coppie giovani, forse non sposate, senza figli ma che aspettano il reparto “divani e separé” per concepire. Lei ha sempre gli stivalie lui la felpa di Mascalzone Latino (sennò non li fanno entrare.
Il rapporto teste/capelli è inferiore alla media nazionale: l’IKEA attrae calvizie (o ne è causa diretta).
All’IKEA la gente si agita, diviene nervosa e apprensiva, come se in quelle poche ore si giocasse il destino dell’umanità: prendo un piano cucina “effetto faggio” o “effetto marmo”? Dubbio amletico, rischio elevato: chiamate Brus Uillis!
La struttura tipo vede: donna trainante che indica di volta in volta un prodotto/reparto con la mano destra, con la sinistra aggancia e traina il marito tenendolo per il braccio con cui il medesimo marito sorregge il figlio minore/ato. Con l’altra mano il marito tiene il figlio più grande, capace di camminareedunque di puntare il reparto “cristalli fragili”. Nella mano con cui sorregge il figlio minore/ato tiene (usando il mignolo) due borse IKEA con dentro la terza generazione di saliere e oliere.
NEL PROSSIMO POST PROSEGUIRÒ con le deduzioni tradotte dalla gita all’IKEA, ora devo prendere un altro psicofarmaco.
CasaViaGnello è una grande sostenitrice del progresso, checché se ne dica.
CasaViaGnello è una grande sostenitrice della ricerca scientifica, dell’innovazione in campo medico e della tecnologia applicata al benessere.
Perché bisogna volersi bene e migliorarsi la vita.
Nonostante il terrorismo moralista degli alfieri ecclesiastici, i quali vorrebbero che l’uomo fosse null’altro che un corpo racchiuso in un accappatoio marrone che si fustiga la schiena chiuso in una cella umida per cercare purezza e redenzione, la ricerca compie i suoi claudicanti passi in avanti.
Ma allora mi chiedo: perché nel 2007 non abbiamo ancora risolto una delle maggiori causa di sofferenza nel mondo? Uno dei flagelli che da sempre colpisce ogni individuo, nel corpo e nello spirito… IL MAL DI DENTI.
In realtà è riduttivo parlare di mal di denti, la questione dei denti è molto più complessa: è fonte di ansia, di tensione, di timore. Ha dentro un retaggio antropologico profondo.
Perché nessuno oggi è ancora riuscito a risolvere la questione? Una cura che insieme risolva carie, gengivite, nevralgia… senza contare rotture, dolori da urto, eccetera, eccetera…
Forse nessuno ci ha ancora pensato e allora mi permetto un suggerimento a quegli scienziati che frequentano questo blog:
la mia idea è di prendere un adolescente, diciamo nonappena la crescita della cavità orale si sia arrestata, e sottoporlo a un intervento in anestesia totale.
Intervento che comporterebbe la rimozione di tutta l’arcata dentaria e la sostituzione con una identica in materiale resistente, anallergico non deperibile (tipo titanio). Una cosa ben diversa da una dentiera, questa sarebbe una struttura fissa, stabile.
Si otterrebbe così una struttura solida, niente dolori, niente rotture ed estetica ineccepibile.
L’intervento diventerebbe presto prassi e si risparmierebbero così migliaia di euro di cure dentistiche o ortodontiche.
Perché le tette vengono rifatte a piacimento e i denti no?
Se c’era un governo in europa che mi stava veramente innervosendo, dopo quello Italiano, era quello Polacco.
Se c’era un paeseche iniziava a starmi veramente nei maroni, con tutta la sua popolazione, era proprio la Polonia.
Se c’è una cosa peggiore di avere un capo di governo basso, grasso, brutto, ignorante e cattivo… ebbene la cosa peggiore è averne due!
Ebbene la cusa di tutto ciò non sono i tremori di Karol bensì il governo dei Gemelli Kaczynski.
Da un paio d’anni seguo innervosito le vicende di questi due Gremlins, inquietanti personaggi che hanno cavalcato il peggior populismo, i peggiori slogan demagogici, le più profonde paure della popolazione. Hanno preso il potere attraverso una campagna talmente ricca di contenuti che sembrava organizzata da Elio Vito e Mario Borghezio.
Da allora abbiamo visto cosa poteva fare un governo di estrema destra estremamente cattolica. Azioni cristocentriche degne dell’Udc. Una sete di potere fine a se stessa degna di Mastella. Un’arroganza degna di Ruini. E mani bucate (degne di Padre Pio).
Ora grazie a elezioni plebiscitarie se ne andranno. Peggio non credo potrà andare. Sono stati scacciati i gemmeli cattivi, ma può essere lo status di gemelli a creare cattiveria?… quali altri perfidi gemelli potranno tornare e, come loro, tenere in scacco un intero paese?
Germania, violenta la sua ex: sconto di pena perché è "sardo"
CAGLIARI - Incredibile sentenza ad Hannover. In un processo per violenza sessuale, un uomo ha avuto riconosciuta l'attenuante di essere sardoNella sentenza si legge, testuale: "Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. E' un sardo. Il quadro del ruolo dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante me deve essere tenuto in considerazione come attenuante".
Tutti i giornali stanno condannando una sentenza INDUBBIAMENTE RAZZISTA, traboccante di stereotipi e pregiudizi. Mi associo alla condanna e proprio perché non occorre ribadire, vorrei spostare l’attenzione su un altro punto.
Non sarebbe forse il caso, oltre di indignarsi, di chiedersi magari anche come mai l’Italia, nella fattispecie la sardegna, ma anche tutto il sud e di riflesso tutto il paese, sia considerato un paese maschilista?
Appurato che una situazione di questo tipo non sia una attenuante per azioni tanto degeneri, non sarebbe il caso di chiedersi quanto poi siano sbagliate le visioni di questo giudice sulla cultura del paese dell’imputato? Quale ruolo ha la donna in Italia? Voliamo forse negare che i retaggi cattolici, esistenti in Italia più che in ogni altro luogo, abbiano portato a uno svilimento della figura della donna? Vogliamo forse pensare che i delitti d’onore della Sicilia di un paio di generazioni fa fossero solo storie inventate? Vogliamo forse credere che il fascismo e il pensiero dell’odierna estrema destra (estrema?) e dell’odierno estremo centro considerino la donna più di una massaia, un’incubatrice o una balia? La presenza femminile nei nostri organismi politici com’è rispetto agli altri paesi?
Forse, un secondo prima di indignarci, potremmo anche dedicare un istante all’autocritica. In attesa che il Papa si affacci la finestra a ribadire quanto importante sia il ruolo della donna (purché sia vergine, brava cuoca, buona massaia e pronta per figliare).
Per questo comprende le mie fobie, come l’autobus o gli ombrelli.
Per questo asseconda (e spesso approva) i miei odi, come i vecchi e i bambini ciccioni.
Per questo ascolta le mie teorie, come la fisionomica applicata e l’inutile apporto alla natura da parte degli insetti.
Ma soprattutto non snobba la mia più grande fobia. GLI INSETTI (tutti) e l’odio per le zanzare in particolare. Apprezza e condivide il sadismo che va stimolato nel combattere questa piaga sociale. Stufa di sentirmi inveire contro queste puttane succhiasangue (che si distinguono dalle vigilesse di trieste perchè le vigilesse non succhiano il sangue, bensì...) e altri strumenti del demonio (vedi Falene) mi ha fatto un regalo.
Questa EXCALIBUR dei zampironi è una racchetta con un maglio elettrico che fulmina la vittima non appena tocca le corde. Oltre al piacere di vedere l’insetto tramutarsi in cenere (senza voler assolutamente evocare associazioni veteronaziste, sia ben chiaro) aggiunge una piacevole gestualità. Un movimento atletico affascinante che rapisce. E da quel senso di onnipotenza che non guasta.
IL MONDO È MIO! O almeno la mia camera da letto (senza chiazze di sangue sul soffitto).
Grazie Laura.
Gnello sterminatore
P.S. mi torna alla mente uno dei più bei claim della pubblicità moderna: “Raid, li ammazza… stecchiti!” Geniale!
P.P.S. per gli scettici: funziona, eccome! ed è una goduria!
Da sempre il razzismo negli stadi rappresenta una piaga sociale e culturale. Da sempre si cercano le solite straduccole perché sembri che il mondo del calcio inorridisca.
Le vere azioni contro le intemperanze negli stadi sarebbero un autogol volontario del capitano della squadra i cui tifosi degenerano. Oppure azioni come quella di Astutillo Malgioglio, che si tolse la maglia (della Lazio, ndr) e ci sputò sopra.
Ma da allora poco si fa, cose ridicole e risibili come Mihajlovic (sempre relativamente ai tifosi laziali) che legge un comunicato pacificatore senza peraltro crederci granchè.
Continuano ad apparire striscioni terrificanti (“onore alla tigre Arkan” o “squadra de negri curva de Ebbrei” entrambi sulla curva laziale).
Non si fa nulla e a volte inspiegabilmente ci si concentra su questioni risibili che appartengono ad altri ambiti.
L’osservatorio valuterà in questi giorni un’eventuale sanzione all’Inter per lo striscione apparso sabato durante Inter-Napoli (2-1).
Lo striscione recitava: “NAPOLI FOGNA D’ITALIA”.
Beh, e allora? Una semplice questione di URBANISTICA!